Il Wyoming spalanca le porte alla blockchain

Lo stato del Wyoming ha approvato nei primi mesi di quest’anno, con larghe maggioranze, 5 leggi che facilitano enormemente il lavoro per chi usa le criptovalute ed i registri distribuiti.

In questo modo, il Wyoming potrebbe attrarre imprenditori del settore blockchain da tutti gli Stati Uniti, e dal resto del mondo.

La legge B. 0019 modifica la normativa statale sul trasferimento di denaro: non sarà più necessaria l’autorizzazione per chi compra, vende, emette o custodisce valute virtuali.

La legge B. 0070 stabilisce che gli “utility token” ossia le monete virtuali emesse da startup operanti sulla blockchain, che non hanno scopo di investimento, ma servono solo per ottenere sconti e servizi dalla startup stessa, non siano soggetti alle leggi sulla trasmissione di denaro e alle leggi sui titoli di investimento.

La legge F. 0111 esclude le tasse di proprietà sulle valute virtuali.

La legge B. 0101 autorizza le aziende a salvare i propri dati su blockchain o su altri tipi di registri distribuiti.

La legge B. 0126 autorizza le società a responsabilità limitata (LLC) a creare delle sotto-LLC che gestiscono ciascuna differenti tipi di attivi, indipendenti una dall’altra.

wyoming blockchain

Per la prima volta uno stato si dota di una serie di leggi che autorizzano la massima libertà d’azione per tutte le tecnologie legate alle criptovalute. Con la legge B. 0019 si permette la nascita di startup piccole, snelle e poco costose, per lavorare su tecnologie che hanno l’economicità e la velocità come loro punti di forza. In Wyoming chi sviluppa progetti legati alle criptovalute non vivrà più in questo limbo in cui ci troviamo anche in Europa, in cui non sappiamo bene se ci conviene adeguarci alle varie leggi sulla finanza e sulla (non)privacy degli investitori. E con la legge F. 0111 si dorme sonni tranquilli anche sul rischio che qualche governo si svegli e si metta in testa di tassare il puro e semplice possesso di bitcoin, ethereum e compagnia. La legge B. 0070, in attesa di capire come, e se, potranno essere regolati i “token” che fungono da azioni di una startup, va a sgombrare il campo da dubbi per i token che servono “solo” da buono sconto, appunto gli utility token. La legge B. 0101 dovrebbe essere superflua, ogni azienda dovrebbe poter gestire i dati come desidera e giganti come IBM stanno già offrendo servizi basati su blockchain. Evidentemente questa legge vuole “attrarre” aziende che vogliono offrire sistemi di gestione dati basati su registri distribuiti (non solo blockchain) a stabilirsi in Wyoming, dove non avrebbero problemi di normative che limitino la loro attività. In ultimo la legge B. 0126 incoraggia le società che ad esempio vogliono gestire clienti che pagano in dollari e clienti che pagano in bitcoin, attraverso sotto-società separate, per limitare il rischio dovuto alle oscillazioni di valore dell’una o dell’altra valuta.

Per chi vuol sviluppare progetti basati sulle criptovalute, la nuova frontiera può essere ancora una volta la mitica prateria del Wyoming

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